Sia Salice o Biancospino, io bevo vino.

Non abbandono niente
se non il fiore sull’asfalto
se non il sole tra i miei denti
per ingoiarlo a fondo
come gli ingordi il dolce
nella settimana di digiuno.

Frammento a vuoto il tempo
riempiendolo di niente
mentre muta la campana
suona la mezz’ora
ed ignora lenta il vento
che gli sferza forte addosso.

Saltello allegramente
sulla terra appena smossa,
nuova vita dal mio fiore morto
che sia salice o biancospino
– non mi importa, bevo vino.

Poesia, Poesie immaginarie , , , , , , ,

About Elisa Clementi

Ho iniziato a scrivere nel 2002, un gioco con gli acrostici durante le ore di lezione per i miei compagni, molto di più per me. Le lettere prendevano forme e suoni sempre diversi, era un crimine non scoprire cosa c’era dietro quelle sfumature. Così scoprii un mondo di parole, i suoni si miscelavano da soli ai colori ed alle forme creando poesie di cui non mi spiegavo mai la nascita, erano figlie senza un perché padre. Questo fu l’inizio della mia esigenza di esprimermi diversamente quando non trovavo parole per descrivere una situazione o un pensiero, quando non trovo parole arriva Lei e inizio a scrivere come se fossi in una trance in cui il tempo si ferma.

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