La Scoperta del Buio

Sola o solitaria al calar del buio
non nascondo il mio volto agli alberi,
cedo l’incalzare del mio passo al mormorio del fiume.

Seguo nel mio dondolare il fruscio
che accompagna lento lo spogliarsi del bosco,
riposeranno gli spiriti nella fresca seta
dissetati da rugiada e vinaccia del mattino.

Questa è l’ora del silenzio
calmo e poi fermo il passo
unendomi a questa danza ferma –
osservo ammirata
sveglia
ora che cala il buio
i miei occhi ciechi non cercano
oltre né altrove, immobili
nel punto di luce totale
e Luna si nasconde mutando la paura in scoperta.

Stagliato su ramo nascosto

Stagliato su ramo nascosto
il viso oscurato dal manto
più nulla mostra alla luna
or sola, nel volo notturno
accompagnata dal vento.

Dimena lento il battere l’ali
lasciando al tempo potere
e frammenti, di piume
o ricordi di altre correnti
più nulla rimane- stelle cadenti.

Il tic della cera sul marmo
nel sfumare della notte.

Lenti i gesti per non turbare
né astri ne sogni.

Il sacrificio della Ninfa

Erano turbinii di fiume in piena
ricadeva il corpo – i flutti eludeva
cercando l’appiglio – la fine, la pena.
La mente che non vaga
si arrende, persa nella fame
di sentieri lontani, gli occhi ignorano
mentre muto il cuore tace
ascoltava il sibilo -l’onda
sommergeva ancora
gemeva ancora la ninfa
ormai perduta tra le lame
e fiamme dell’inferno
che perdutamente arrese
l’anima all’oltraggio.