Alla Luna dell’Ombra

Non c’è notte protetta
nei semi della tempesta,
pigri s’annidano i migratori
la valle s’inonda d’ombra
e il ritroso s’arrampica
nell’affanno contrito.

Via di fuga, ricerca d’attrito
terreno in cui vita è in Sole
– inutili tremiti, è l’attesa.

Cala il sipario sulla Luce scoperta
frammenti di raggi
– dispersi ed infusi
naufraghi sciolti su nera Tela.

– Navigatori del vuoto –

Inezia lucente, luoghi comuni
di congenite remore – morte
al nome del bianco astro nascente.

La legge dei vasi non comunicanti

Etereo il sentiero vuoto immerso nella tensione molare
il sapore del grezzo che si fonde sulle labbra asciugate dal vento
mentre sciolti i capelli violentano il viso – consapevoli, affranti
dell’ennesimo crine caduto nel nome del vizio – colpevoli
senza cognizione alcuna del sentore acido del tè.

Fermi tutti! Inizia il soliloquio dell’attesa – prefettura
dell’eretica congiura ai pensieri nascosti ad altrui guancia
nell’intima radura dove solo Narciso e Luna trovano la via
e dove l’aria confidava nella solitudine per consolarsi – sola
nel crogiolo di brina e vita mentre vitrea è consol(id)ata.

E resta attenta la mancata marea nel protendere i suoi rami
resa schiva da eccessivo zelo verso infinite mani – macere
come fondali d’erosione dove s’annida il mondo intimidito
infreddolito da miseria e ribrezzo, in oscurità incessante
restano radici inerti meretrici di due mondi non comunicanti.

L’autunno alle porte diseredate

Mi perdo
tra sentieri inspiegabili, pensieri ineccepibili
tra labirinti caleidoscopici.
Cosa sono e costa resta
nel caos di questo mondo
che non si ferma, intontito rotola
su assi decentrate ed io
qui ferma nel centro
fragile tra mille strade fradice,
scende lenta la pioggia
mi ricopre gli occhi
ed io non vedo più
resto immobile.
Ferma nel tempo.
La pace del terreno morbido
in questi sguardi truci e duri
tramandano rocce friabili a figli inerti,
non mi muovo ancora
finché non sarà il Sole leggero
a bussare su questi occhi
stretti a loro stessi,
tremanti di gocce e rugiada
senza forze per accogliermi.

 

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