Danzatori folli del Nulla

Un vento forte su scogliera fragile
crolla gracile al mareggiare lento
e m’inabisso sciolta tra occhi e volti
e nascondo i fianchi a sciocchi ingordi
che si perdono, si lasciano e s’abbandonano.

Mi perdo anche stanotte, tra i flussi e vetri rotti
nei miei pensieri – nei miei pensieri
lanciati in aria, finti desideri
per lasciare tutti, ogni mano e sentiero
ed andarmene, i palloncini dell’addio
mentre s’avvicina il tramonto.

Ballo, ballo forte e lenta
perché il mondo gira troppo forte
ed io vedo solo il rosso dei capelli,
le mani un vortice con asse centrale
sui miei fianchi una centrifuga neurale.

Venite danzatori folli, avanzate pure
qui nessuno è maestro e tutti sono allievi
mentre si spengono le luci ed inizia il ballo,
nessuno ci veda – ci immaginino tutti:
danzeremo del nulla, dei sentieri nascosti,
dei pensieri peccato e dei peccati pensati
mentre altrui bocche peccheranno –
ed altrui occhi immagineranno
e che amore amando sia – il desiderio sia realtà
e la carne un tassello che s’unisce ad un altro.

Danziamo in onore del Nulla che crea.

Dei tempi freddi e rudi

Togliti le scarpe e affonda
in un centrimetro d’altezza
sciogliti nel freddo della notte
ed urla al vento i pensieri
dichiarati dall’alcool:
– non siamo nulla
se non i tappi a terra
i vetri rotti, le chitarre
con le corde spezzate
e le ragazzine viziate,
non siamo nulla.

Versi a caso, urlati
eri più sbronzo tu
reggevo l’ombra
seguendo a stento i ritmi
l’odore del liquore
mentre tintinnavano le birre
ed urlavi di bagni chimici
– non lo ricordo nemmeno –

lo sbronzo del bar, descritto
come fosse una poesia
quella fottuta – fredda.

La parte selvaggia, ignota prima
ancora urla – dimenandosi viva
fissata su una notte senza via.

Tu per scrivere leggi molti libri di poesia?

Tu per scrivere leggi molti libri di poesia? Quali sono i tuoi autori preferiti, i tuoi punti di riferimento?

Son sincera ed una volta per tutte: leggo molto in generale ma di poeti ne conosco pochi, pochissimi ed è difficile io possa suggerire autori – li conoscereste già. Ho ampliato le conoscenze scolastiche e leggo autori che riescono ad attirare la mia attenzione – non mi interessa passare per “acculturata” io cerco quel testo che mi da qualcosa che non ho in un determinato momento, emozione o pensiero che sia. Sono ignorante – mi ritengo tale. Io non sono cresciuta con i libri di poesia, nemmeno quando inizia a scriverne – le leggevo solo nelle antologie scolastiche, mi piacevano ma non le cercavo altrove, cosa che facevo con i romanzi.

Sono cresciuta con la musica di cui mi sono circondata e che ho cercato, mi presento chiusa nello scrivere e spesso difficile da capire ed amo la cosa più diretta che possiamo avere: note, accordi e voce. Parlo più volentieri di musica, passano le ore ma non me ne accorgo – mettetemi in un salotto a parlare di poeti defunti e poesia d’accademia e le sue regole e potrei addormentarmi anche arrotolata nel tappeto. Mancare di rispetto non mi passa assolutamente per la testa, anzi – le mie cavolate le ho fatte ( dal frequentare persone perché collegate dalla poesia idealizzando il tutto – mea culpa – all’escludere a priori chiunque non avesse a che fare con quello che consideravo un requisito “fondamentale” ) e ora credo sia meglio evitare di ripeterle.

Ponendo la questione sul lato economico: investo molto del poco che ho nel supportare gruppi per lo più di nicchia ( dischi e relativo merchandising). Spendere la stessa cifra in ambito poetico/cartaceo diventerebbe una spesa alquanto ingestibile – ciò non toglie che io acquisti libri: solo se mi sento attratta da questi e non parlo della copertina ma delle prime pagine – è il mio punto focale ( credo di qualunque lettore ). Romanzi ne compro e leggo ma è raro un libro di poesia mi attragga al punto d’acquistarlo – forse perché molto volte danno l’impressione di essere freddi pezzi di carta accatastati in uno scaffale? Non so spiegare bene il motivo, spesso trovo più poesia altrove che nei libri che dovrebbero contenerla – che sia una fortuna? Credo non succeda solo a me.

Elisa

La Scoperta del Buio

Sola o solitaria al calar del buio
non nascondo il mio volto agli alberi,
cedo l’incalzare del mio passo al mormorio del fiume.

Seguo nel mio dondolare il fruscio
che accompagna lento lo spogliarsi del bosco,
riposeranno gli spiriti nella fresca seta
dissetati da rugiada e vinaccia del mattino.

Questa è l’ora del silenzio
calmo e poi fermo il passo
unendomi a questa danza ferma –
osservo ammirata
sveglia
ora che cala il buio
i miei occhi ciechi non cercano
oltre né altrove, immobili
nel punto di luce totale
e Luna si nasconde mutando la paura in scoperta.