Per il quieto vivere altrui

Non trovo la voce nei fondali marini
ne occhi negli abissi dell’anima
vago cieca dove il vento sferzante
nella sua insolenza bastarda
decide al mio posto il percorso.

Sono sola avanzando con le mani
toccando ogni superficie,
tremante mentre mangio la polvere
ed ogni sentiero dinanzi a me,
ogni via tralasciata è persa
e che ne sarà di me?

Sguardi, volti, suoni e sbagli
– irrimediabilmente persi –
il quieto vivere altrui
la mia quieta noia.

Tra caffè bruciato e tazze rotte

Odio il rumore dei sogni rotti
la mattina – le parole stanche
e le labbra troppo asciutte
per baciare ed ascoltare.

I respiri fermi immobili
per non muovere la polvere
su vecchi mobili- immaginari
in un mente vuota, sfitta
da un’anima sfrattata.

Odio l’odore del caffè che brucia
– tanto non lo bevo, me ne frego
proseguo, non guardo la finestra
passa troppa gente frettolosa la mattina.

Si muove troppo in fretta il tuo cappotto –
oggi il primo freddo ed io non so chi sei,
vedo a malapena la forma del tuo collo
immagino se posso la forma delle mani.

Rifugiati nei caffè
– nei vestiti troppo larghi
negli occhiali, tra i giornali
– nell’individualismo invernale.

A Passione ed Inverno

Tra lenzuola fredde, sdraiata immobile
fissare il nulla ed ascoltare il vuoto
le idee, la mente ed il brusio di fondo
voler parlare ed esprimere ciò che sento
ma mi blocco ancora – mille volte
e mille ancora uguale.
Solito letto condiviso a vuoto
nel freddo, gelo continuo
e rallenta tutto – fermo il tempo
perché nulla si è mai mosso
ero solo io che camminavo
nel mio passo dolce ma profondo.

Non si era fermato ai respiri
o ai profumi della pelle-
era oltre, questo pensavo
e questo volevo.

Il suono del vuoto
dove si perdono i sussulti
ed anche ogni sorriso,
perso come il tempo
e quello non ritorna né si regala
ma c’è chi è più generoso
in un mondo triste e solo-

solo il prezzo è alto.