Dei tempi freddi e rudi

Togliti le scarpe e affonda
in un centrimetro d’altezza
sciogliti nel freddo della notte
ed urla al vento i pensieri
dichiarati dall’alcool:
– non siamo nulla
se non i tappi a terra
i vetri rotti, le chitarre
con le corde spezzate
e le ragazzine viziate,
non siamo nulla.

Versi a caso, urlati
eri più sbronzo tu
reggevo l’ombra
seguendo a stento i ritmi
l’odore del liquore
mentre tintinnavano le birre
ed urlavi di bagni chimici
– non lo ricordo nemmeno –

lo sbronzo del bar, descritto
come fosse una poesia
quella fottuta – fredda.

La parte selvaggia, ignota prima
ancora urla – dimenandosi viva
fissata su una notte senza via.

Mordila (La vita)

C’è chi si nasconde, trasuda vetro e coca havana
si sente il candore sporco dei pensieri inamidati
la perfezione comune, il pensiero comune
e tutto si sciolse – ghiaccio nel montenegro.

Annacquare l’alcool o la vita – il crimine

tutto è denso e concentrato nella sua natura
a puoi mordere ora, sentirla viva nelle labbra
– non fuggire e vivila nei pochi spazi rimasti.

Un frutto spinoso, acerbo a lunga maturazione

– succosa, dolce e viva solo a zone, trovale?

Photo Credits (c) Stefano Bonazzi

Ad ogni tuo fallimento – cin!

Vuoto, vuoto – bello

spettacolare
il tuo sinuoso evaporare
danzante scomparire
sei bello, come sei – bello

sì, come il nero – inghiotte
tu non lasci spazio.

Invadi, oscuri le luci rimaste ( sono poche )

tutti i tuoi vani tentativi ( così tanti )
con pugni e sputi di protesta ( schivi)
che il muro è saturo ( vedi? esplode!)
potrebbe anche partorire ( salvami).

Numerosi i tuoi figli ( non si contano )

Ma – dispersi

come

ogni

tuo

fallimento.

PIC©58mark3

Spento in nome dello spirito

Brucia il Sole
difettoso sull’asfalto
su cui riversa, inerme
l’ennesimo caduto
martire dell’alcool
si è spento in nome dello spirito
o del mirto senza credito.

Nuoterà immobile
nella vernice rossa
tra le lamiere blu,
cambierà pure il suo viso
ora sarà di nuvole
annegate in nebbia.

Un’altra famiglia negata.