L’abbandono dell’Anima al Bello perduto

Anima ferita – tra onde
lasciva si rende a Fiume
Nel cullare di sogni infranti
disperdersi – l’imperativo vivere
per l’abbandono incosciente dei fiori
dimenticato simbolo – al tempo
d’importanza regia per i cuori
ora dannazione materiale

Diamanti e smeraldi – brucino
nell’infamia, spuma e prati brillanti.

E’ la noncuranza, i dettagli svaniti
in occhi pigri, viziati e castrati
in ozi schiavizzanti, il bello – perduto
fuggito dalle bocche spalancate,
evaso dalle menti acerbe.

Lo trovai tremante
al piccolo, neonato

Tartaro.

 

PIC©Mehmet Eralp

Un Nido sicuro (?) in Lido lontano

Ho perso pensieri
In desideri annacquati
In corsi d’acqua instabili che
Rompendo argini già così fragili
Han fatto – delle mie ciglia corte – nido.
Vorrei sdraiarmi indifesa – nel lido
Nella culla di onde e sabbia dolcezza
Di quiete stordita, soffice tra le dita
Inerte invece – attendo impotente
Lacrima scende, pesante e tremante
Ed attende il cuore, in solo tremore
L’ennesimo tronco portato al Sole.

 

PIC© Demonflame

Il tempo del mosto

Smarrito lo sguardo
nell’ardore fanciullesco
persi i miei occhi, fiamme
il vecchio casolare
quell’erba che non vedo
ora, spersa tra nuove
e nuovi. Che resta?

Finiti i filari infiniti
del tempo dei sorrisi
beatitudini, perse forse
negli occhi diamanti …

 

Frammenti di acini
l’ingordigia di bimba,
era tutto dorato
nell’ambrato prato
il mosto nel muso
ormai era d’uso
era il saluto
all’autunno
al prato
alle fate.

 

 

Ora resta,

solo,
il filare illuso.

Oro per tacere

Maree silenziose
le inascoltate vie

disperse in frugali
di sguardi bui, uguali
finiti come acqua

di rabbia veste il muro
schegge nelle crepe

difese riempitive
svuotate di valore.

Niente oro per tacere
cenere per ferite mal celate.

Perché ora tace il merlo
fuggito in tua presenza
si rifugia muto.

Il silenzio suo è taciuto
se solo lo insegnasse
perché il mio parlare a vuoto
è solo un impudenza.

Mi insegnerai il tuo conto
di invadente assenza?

PIC©LeeAnne Emrick